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Aprilia e la Macro Economia

mag 19

Scritto da:
19/05/2008 18.33  RssIcon

tubi

E' nato un matrimonio economico che ne nasconede uno politico. Un Matrimonio che crea un giro economico impressionante sia direttamente sia come indotto ed inevitabilmente produrrà palesi tensioni  internazionali.

Ma vediamone i fatti.

Nel Mese di Aprile ENI e Gazprom siglano un accordo per lo sfruttamento del Gas Libico: quest'accordo ne prevede l'estrazione dal sud Libico sino alle coste e da qui  all'Italia. In sostanza L'italia diventa partner strategico per Libia e Russia nella commercializzaizone del Gas di quel Paese.

Va ricordato che malgrado i numeri non siano "chiari" e' certo che la Libia abbia enormi giacimenti di Gas. Di fatto con questo accordo l'Italia si candida: da un lato ad essere la porta d'ingresso sud per il fabisogno di gas dell'Europa , dall'altra cercare di essere un grosso produttore di Energia da vendere . Tanto basterebbe, invece no.

Sempre ENI e GAZPROM hanno in progetto  un gasodotto che dall'area caucasica trasporterà Gas in Europa. Il gasodotto si dividerà in due : uno punterà sull'italia l'altro per il centro Europa. Questo gasodotto dovrebbe arrivare in Europa partendo dall'area asiatica dell'ex Unione sovietica in particolare del KAZAKISTAN che sembra essere ricchissimo di GAS. Vediamone alcuni riflessi, partiamo da quelli politici.

Saldatura economica con Gheddafi di cui l'italia e la Russia diventano partner fondamentali il che vuol dire anche rapporti politici piu che saldi tra questi Paesi al di là dei "finti screzzi sui giornali". La cosa, manco a dirlo non piace ad Israele ne agli USA, ma nenache all'estremismo islamico in rapida crescita che ha inscenato un assalto al nostro consolato di Benghasi 2 Anni fa al quale la polizia libica ha risposto con una mattanza. Gli USA non hanno mai amato i nostri rapporti con i libici e si sono sempre adoperati per crare problemi tra noi ed il paese arabo. Anche l'Europa non ama dipendere dall'italia e da Gheddafi. L'altro scenaro politico e quello relativo al gasodotto che viene dall'ASIA : in quello siamo addirittura concorrenti diretti con analogo progetto USA .

A dir il vero c'e' già una guerra per lo stesso gas asiatiaco : In Afganistan. http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/obiettivo_usa_nuovo/te_petrolio.htm Controllare le vie di sfruttamento di quelle immense risorse vuol dire gestire la propria economia e controllare quella degli altri.

Ritornando nello specifico va rilevato che gli USA inviano continuamente segnali che quel progetto non lo vogliono, l'unico a risponedere, anche esplicitamente e' stato sin ora Putin. Su questo si sta innescando un pericoloso scontro diretto italia- Russia contro Europa- USA. Ma non basta. la Cina vuole per se quel gas e malgrado i costi per il trasporto verso le sue aree industriali siano esorbitanti ha nel cassetto un progetto e sta per entrare in ballo. Non bisogna essere degli scienziati per capire che lo scontro tra Italia ed USA e' alle porte e si capisce pure perche' questo nuovo governo Berlusconi sia il governo "dell'iciucio del gas": Veltroni e Belusconi fanno quadrato intorno agli interessi del GAS e su tutta la questione energetica e di fatto su tutto l'asse economico portante del paese.

Tutti coloro che fanno affari con il gas  non può avere problemi interni per affrontare al meglio il "problema esterno". Non e' la prima volta che l'italia vive questoo scontro del gas: Il primo fu con Mattei e tutti ci ricordiamo come e' andato a finire: morte del presidente dell'Eni, tentativi di Golpe a ripetizione. Il secondo fu con craxi: pagò per quella sua politica non per gli scandali mentre "gli altri" e ed i suoi eredi politici perseverano.

In realtà lo scontro latente tra gli interessi italiani e quelli USA sono sempre stati vivi: si pensi all'accordo FIAT-Gheddafi. La questione Iraniana non e' da meno:l'italia e' patner previlegiato con L'Iran e questa e' la ragione per cui L'italia vuole essere al tavolo delle trattative sul nucleare. La vicenda Libanese (paese in cui cio sono i terminali petroliferi) in cui l'italia fu richiamata "all'ordine" per essersi interessata immediatamente con l'invio di truppe di pace. E' difficile non pensare che le passate vicende italiane come il caso Moro, la strategia della tensione fossero estranee a questo scontro. Insomma solo gli sciocchi possono pensare che tutto ciò che sia avvenuta in Italia non sia frutto di uno scontro economico che dura da decenni tra Italia ed Europa e tra Italia ed USA.

"Molto fumo nasconde molto arrosto" all'interno di una politica all'ineata  ai piani USA l'Italia cerca di ritagliarsi un proprio spazio economico per poter sopravvivere o emergere.

Il problema e' che lo fa distruiggendo l'ambiente, legando le sorti del nostro paese "a quattro manovratori" che ne detengono il potere industriale ed economico per cui anche politico. Il problema e' che leghiamo il futuro del nostro paese alle sorti internazionali degli idrocarburi. Il problema e' che leghiamo le sorti del nostro paese agli scontri tra Potenze politico-Economiche e di conseguenza  alle tensioni internaizonali e alle guerre. La battaglia per non far costruire la Turbogas di Aprilia si inserisce in questo macro contesto ma solo partendo da qui si potrà invertire la situazione . 

Bello l'articolo di  RaiNews

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